Sportello migrante alla Chiesa ortodossa – video
E’ domenica mattina e la Chiesa di Via de Amicis n. 13, all’imbocco di Porta Ticinese a Milano, è aperta per la celebrazione del rito cristiano ortodosso. Sono decine le donne e gli uomini romeni di ogni età che si ritrovano qui per la messa e per stare insieme. Se è l’occasione di qualche ricorrenza particolare, si cucinano i dolci tipici e si indossano gli abiti tradizionali. Ad accogliere queste persone in Chiesa c’è il prete con sua moglie (se non fosse sposato non potrebbe avere una parrocchia: come potrebbe conoscere i problemi di una famiglia, se non avesse una propria? Questo secondo la religione ortodossa). La Chiesa strabocca di gente. Le propaggini dei fedeli, inginocchiati a terra, arrivano fino alla porta d’ingresso. Extracomunitari fino a ieri, oggi “neocomunitari”, le donne e gli uomini romeni costituiscono la comunità di stranieri residenti più numerosa a Milano.
Fuori, davanti alla Chiesa, c’è un’isola pedonale. E’ proprio il punto giusto per mettere il tavolino dello Sportello migrante senza disturbare nessuno. Anzi: sono in tante e in tante a fermarsi per prendere il volantino o per porre una domanda alle operatrici dello Sportello.
Alla signora con lo scialle blu a fiori non par vero di parlare finalmente con qualcuno che non sia l’uomo anziano di cui si prende cura. Domenica, giorno libero di una badante, la mattina si va messa e il pomeriggio, spesso, ci si annoia. La signora si siede e comincia a raccontare una storia di famiglia che l’ha fatta molto arrabbiare. Il tavolino di plastica blu sobbalza al suo gesticolare, piegandosi un poco sotto la mole dell’energica narratrice.
Intorno gironzola un terzetto di ragazzi che hanno tutta l’aria di avere migrato dal Maghreb. Che ci fanno qui? Cercano moglie, dice Carmen. In effetti ci sono un sacco di ragazze e poi un bel matrimonio potrebbe risolvere il problema del permesso di soggiorno.
La gente si avvicina, è curiosa. Un uomo con il figlio, due giovani donne con le figlie. Carmen Gulap, romena e mediatrice culturale, li invita a sedersi e ascolta quel che hanno da dire, ponendo domande sempre più precise fino a cavare fuori il nocciolo del problema. Tutto è più facile quando si può parlare nella propria lingua. Nel video realizzato da Susanna Cernotti, Carmen spiega in cosa consista il proprio lavoro e accenna ad alcuni problemi posti dalle persone romene che si fermano allo Sportello migrante.

