E’ indocile il corpo che, nel morire, vive. Indocile è il corpo che nasce. Il corpo che da corpo alla vita nascente. Il corpo che si ammala.
Il corpo esiste solo in una relazione con altri corpi. Le relazioni umane sono il terreno su cui si giocano docilità e indocilità del corpo, perché esso ne è il crocevia. Il corpo indocile è quello del soggetto autocosciente, che ha coscienza di sé e delle relazioni che intrecciandolo al mondo, lo portano all’esistenza.
Il potere è una forma della relazione. Ecco perché si articola a seconda del grado di consapevolezza del vivente. La coscienza di sé e delle relazioni che ci fanno esistere nel mondo – il come esistiamo – è la chiave stessa di ogni impulso alla libertà – la liberazione dei soggetti e dei popoli. E’ indocile il corpo, perché nel suo agio e disagio offre lettura degli automatismi che ci privano di libertà, svelandoci la norma scritta nel corpo stesso.
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