La criticità della sanità del nord
Il documento dell’Esecutivo della FP CGIL Medici Lombardia con il richiamo alla difesa del diritto alla salute.Si denuncia che l’esperienza lombarda si è innanzitutto caratterizzata per una direzione sempre più politico-amministrativa economia e sempre meno sanitaria.
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE
Milano 16 febbraio 2010
Le criticità della sanità del nord
LA REALTA’ LOMBARDA
Nelle osservazioni sulle criticità delle regioni settentrionali, l’Esecutivo della FP CGIL Medici Lombardia del 7/02/2010 ha condiviso alcune considerazioni…
L’esperienza lombarda si è innanzitutto caratterizzata per una
DIREZIONE sempre più POLITICO-AMMINISTRATIVA ECONOMICA;
sempre meno SANITARIA
sia nelle scelte strategiche centrali di governo che nel mandato dei Direttori Generali nominati.
I risultati? Blocco del turnover, età media dei medici sempre più alta, precarietà e scarsa stabilizzazione…elevata spesa sanitaria, definita “virtuosa” secondo il concetto di ” più spendo e miglior salute offro”, non seguendo i bisogni di salute ma i bisogni di prestazioni…
Un esempio su tutti…la “politica sanitaria” condotta in questi anni per le CARDIOCHIRURGIE…inaugurata a fine 2009 la 22esima cardiochirurgia…un vero record europeo se pensiamo alle 9 di una città come Londra con una popolazione equivalente…che fine hanno fatto l’appropriatezza? l’evidence based? la politica sanitaria? Il governo della domanda affidato…al libero mercato.
Negli ultimi anni l’unico momento di dialogo promesso ai medici del SSR è stato l’avvio di un tavolo di sviluppo per la valorizzazione del GOVERNO CLINICO e del RISCHIO CLINICO…ma la promessa centralità del ruolo sanitario nelle politiche della salute trova …”esaltazione” con l’appesantimento di sistemi burocratici , anche per l’evidenza della qualità : 4 sistemi qualità in RL non dialoganti tra loro (ISO, Joint Commision International, Risk Management, Codice Etico) tutti… “basto” sulla groppa dei medici. Per non dire della Cartella Clinica informatizzata, con doppia compilazione, prima cartacea e poi da inserire a computer, sottraendo tempo alla vera assistenza…Fosse almeno costruita per una agile operatività in reparto… in realtà nasce da esigenze di contenimento dei costi assicurativi derivanti dal contenzioso legale e maggiori garanzie sul consenso informato. Per finire con la check list dimissiva senza la quale il DRG non viene riconosciuto.
Questo è il clima di valorizzazione del ruolo del medico in sanità, carriere sempre più politicizzate, sempre meno professionali, secondo una catena di comando che, dai Dipartimenti alle Strutture Semplici, segue la logica dello slogan “Noi premiamo il merito…di appartenenza”. I “dirigenti” medici sviliti da professionisti a muratori della sanità, cottimisti ambulatoriali, prestatori d’opera.
Questo è il clima che si vive nella sanità pubblica, un clima aziendale che si va deteriorando tra i medici motivati che ogni anno regalano centinaia di ore alle aziende per garantire i servizi e contenere i disagi dei cittadini, a fronte di “zero-tituli” e del sorriso ironico dei colleghi “marchettari” che ostentano la “bontà” dello loro scelte pregresse.
Dunque in LOMBARDIA c’è DEPRESSIONE PROFESSIONALE!!!
Anche alle riunioni tecnico-scientifiche convocate in Regione, la domanda che corre più frequente tra direttori di dipartimento o di struttura è… “Quanto ti manca alla pensione?”.
STANNO TOGLIENDOCI LA MOTIVAZIONE, IL SENSO DI APPARTENENZA, L’ORGOGLIO DELLA SCELTA DI LAVORARE NEL PUBBLICO.
Dedicato ad Angelo Bonalumi,
la cui lotta per i diritti di salute dei cittadini lombardi sarà nostro impegno e memoria.
FP CGIL Medici Lombardia
