Troppi rischi con il cesareo senza indicazione
A distanza di tre anni dal precedente report mondiale dell’OMS sulla salute materna e perinatale, emerge nuovamente la controversia sul tasso ideale dei tagli cesarei ma anche i rischi associati a questa pratica, spesso clinicamente non motivata.
L’indagine mondiale dell’Organizzazione mondiale della sanità 2007-08, che ha, questa volta, interessato nove paesi asiatici, ha ribadito, nonostante gli avvertimenti lanciati nella precedente edizione (2005 WHO global survey), una tendenza quasi immutata a ricorrere al taglio cesareo senza ragioni mediche per farlo. Gli autori, nell’esaminare gli oltre 100 mila parti, registrati in Cambogia, Cina, India, Giappone, Nepal, Filippine, Sri Lanka, Tailandia e Vietnam, hanno classificato gli interventi con taglio cesareo in clinicamente indicato o non, e i parti vaginali in spontanei e operativi. È stato notato che rispetto alla precedente analisi, condotta in America Latina, i cesarei erano meno diffusi (27% versus 33%), ma con una disomogeneità geografica notevole. In pratica, in quattro paesi la percentuale superava il 30% mentre nei restanti cinque era inferiore al 21%, e in Cina dove la percentuale era la più alta (46,2%) un quarto di tutti i parti cesare registrati era stato effettuato senza indicazioni mediche.
Gli autori non sono stati in grado di risalire alle motivazioni di tale differenza, ma hanno verificato che il 62% degli ospedali presi in esame riceve incentivi finanziari per eseguire l’intervento. Un paradosso, commentano gli esperti, dal momento che è stato anche rilevato che il parto chirurgico richiedeva un impegno intensivo di risorse maggiore. Il rischio di mortalità e l’indice di morbilità materna (decesso della madre, terapia intensiva, trasfusioni, isterectomia, legatura dell’arteria iliaca interna), infatti, aumentavano con il parto vaginale operativo (rischio relativo, rr=2,1) e, in modo più marcato, in tutti i casi di taglio cesareo sia se scelto prima del parto, senza indicazione (rr=2,7) e con indicazione (rr=10,6), sia se scelto durante il parto, senza indicazione (rr=14,2) e con indicazione (rr=14,5). Infine, i vantaggi per il nascituro erano evidenti prevalentemente nei casi di presentazione podalica. Tuttavia, spesso, l’opzione viene adottata in casi che lo richiedono davvero poco dal momento che viene percepito come un intervento intrinsecamente sicuro, mentre i dati suggeriscono che non dovrebbe essere incoraggiato se non per indicazioni prettamente mediche. Gli autori, in conclusione, invitano le donne che scelgono di avere un parto con taglio cesareo e i medici che lo raccomandano in assenza di necessità cliniche, a ponderare la decisione valutando i rischi e l’aumento dei costi, diretti e indiretti, rispetto al parto vaginale.
Lancet. 2010 Jan 11. [Epub ahead of print]
