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	<title>Commenti per blimunde.it</title>
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	<description>Blimunde - sguardi di donne su salute e medicina</description>
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		<title>Commenti su Cernusco S.N. &#8211; Il Ben_essere al femminile di blimunde.it &#124; Cernusco S.N. - Il Ben-essere al femminile / 2010</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=228&#038;cpage=1#comment-2112</link>
		<dc:creator>blimunde.it &#124; Cernusco S.N. - Il Ben-essere al femminile / 2010</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:20:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] nel 2009, l’Assessorato Pari opportunità di Cernusco sul Naviglio-Gruppo Donne Pari opportunità propone [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] nel 2009, l’Assessorato Pari opportunità di Cernusco sul Naviglio-Gruppo Donne Pari opportunità propone [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Susanna</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1843</link>
		<dc:creator>Susanna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 01:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>Reinoltro un messaggio che avevo scritto e mandato il 29/11 ma che non so poi bene perché non è comparso nel dibattito. Con un saluto!

Ho avuto due figli, la prima con parto naturale senza epidurale, il secondo, sempre con parto naturale ma ricorrendo all&#039;epidurale. 
Il motivo per cui nel secondo caso ho fatto ricorso all&#039;analgesico non c&#039;entra con complicazioni o maggiori difficoltà del parto in sé. Fondamentalmente credo di averlo fatto perché, a differenza della prima volta, me ne ero data la possibilità mentale: il che, nel momento del dolore, significa molto. Tuttavia, un altro fattore importante è stato l&#039;avvertire da parte dell&#039;ostetrica che mi stava seguendo - e della quale non mi sentivo del tutto soddisfatta - un&#039;ostilità rispetto a questa mia possibile scelta: un poco da &quot;bastian contraria&quot;, ciò mi ha indotto alla fine a optare per l&#039;epidurale. M&#039;interessava anche lo sperimentare l&#039;esperienza, per sapere di che cosa si trattasse.
Detto tutto questo, facendola ho capito il pregiudizio che in genere si ha nei confronti dell&#039;epidurale: in effetti, è parecchio strano essere nel mezzo di un parto e poter tranquillamente, che ne so, giocare a carte col proprio partner... detto in altre parole, è come non parteciparvi. Non partecipare dunque essenzialmente alle fatiche che il bimbo, il tuo bimbo, sta facendo per nascere. Non accompagnarlo con la tua stessa fatica. Oppure sarebbe come salire sull&#039;Everest con un elicottero... poca soddisfazione. 
Questa &quot;insensibilità&quot;, per quanto mi riguarda, è durata fino a poco prima della fase espulsiva, dove di nuovo ho preso a sentire ogni cosa (e... avrei richiesto l&#039;epidurale!!!), quindi tutto sommato è andata anche bene. Le ostetriche che in quel momento mi seguivano (altre rispetto alla prima e molto più valide, a mio modo di vedere), oltre ad avermi rassicurata rispetto alla mia scelta durante tutto il corso del parto (e nonostante, secondo me, pure loro avessero i propri dubbi al riguardo) mi hanno infatti riferito di molti casi di donne che neanche nella fase espulsiva tornavano a sentire il dolore, e che di solito rimanevano piuttosto deluse dalla cosa.
Ora, le esperienze possono essere molteplici così come molteplici - e tutte legittime - le motivazioni per cui ricorrere o no all&#039;epidurale (vale per me il principio per cui si tratta di una decisione del tutto personale); tuttavia, data la mia esperienza, non me la sentirei di sottoscrivere quella parte della petizione in cui vien detto: &quot;si sentono comunque le contrazioni&quot;.
Trovo assolutamente giusto che una donna abbia il diritto di ricorrervi, e così come mi ha infastidito l&#039;atteggiamento giudicante dell&#039;ostetrica considero illegittimo che un medico possa fare &quot;obiezione di coscienza&quot; in tal senso e negare così questa possibilità a una partoriente.
Tuttavia, ritengo anche che - in questa società sempre più aliena al dolore e allergica ad ogni genere di sofferenza, tanto da cercare di sottrarsi in ogni modo all&#039;esperienza - il sottrarsi all&#039;esperienza piena del parto, del dolore che esso naturalmente produce, non sia in questo senso qualcosa di così &quot;irrilevante&quot;. 
Susanna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Reinoltro un messaggio che avevo scritto e mandato il 29/11 ma che non so poi bene perché non è comparso nel dibattito. Con un saluto!</p>
<p>Ho avuto due figli, la prima con parto naturale senza epidurale, il secondo, sempre con parto naturale ma ricorrendo all&#8217;epidurale.<br />
Il motivo per cui nel secondo caso ho fatto ricorso all&#8217;analgesico non c&#8217;entra con complicazioni o maggiori difficoltà del parto in sé. Fondamentalmente credo di averlo fatto perché, a differenza della prima volta, me ne ero data la possibilità mentale: il che, nel momento del dolore, significa molto. Tuttavia, un altro fattore importante è stato l&#8217;avvertire da parte dell&#8217;ostetrica che mi stava seguendo &#8211; e della quale non mi sentivo del tutto soddisfatta &#8211; un&#8217;ostilità rispetto a questa mia possibile scelta: un poco da &#8220;bastian contraria&#8221;, ciò mi ha indotto alla fine a optare per l&#8217;epidurale. M&#8217;interessava anche lo sperimentare l&#8217;esperienza, per sapere di che cosa si trattasse.<br />
Detto tutto questo, facendola ho capito il pregiudizio che in genere si ha nei confronti dell&#8217;epidurale: in effetti, è parecchio strano essere nel mezzo di un parto e poter tranquillamente, che ne so, giocare a carte col proprio partner&#8230; detto in altre parole, è come non parteciparvi. Non partecipare dunque essenzialmente alle fatiche che il bimbo, il tuo bimbo, sta facendo per nascere. Non accompagnarlo con la tua stessa fatica. Oppure sarebbe come salire sull&#8217;Everest con un elicottero&#8230; poca soddisfazione.<br />
Questa &#8220;insensibilità&#8221;, per quanto mi riguarda, è durata fino a poco prima della fase espulsiva, dove di nuovo ho preso a sentire ogni cosa (e&#8230; avrei richiesto l&#8217;epidurale!!!), quindi tutto sommato è andata anche bene. Le ostetriche che in quel momento mi seguivano (altre rispetto alla prima e molto più valide, a mio modo di vedere), oltre ad avermi rassicurata rispetto alla mia scelta durante tutto il corso del parto (e nonostante, secondo me, pure loro avessero i propri dubbi al riguardo) mi hanno infatti riferito di molti casi di donne che neanche nella fase espulsiva tornavano a sentire il dolore, e che di solito rimanevano piuttosto deluse dalla cosa.<br />
Ora, le esperienze possono essere molteplici così come molteplici &#8211; e tutte legittime &#8211; le motivazioni per cui ricorrere o no all&#8217;epidurale (vale per me il principio per cui si tratta di una decisione del tutto personale); tuttavia, data la mia esperienza, non me la sentirei di sottoscrivere quella parte della petizione in cui vien detto: &#8220;si sentono comunque le contrazioni&#8221;.<br />
Trovo assolutamente giusto che una donna abbia il diritto di ricorrervi, e così come mi ha infastidito l&#8217;atteggiamento giudicante dell&#8217;ostetrica considero illegittimo che un medico possa fare &#8220;obiezione di coscienza&#8221; in tal senso e negare così questa possibilità a una partoriente.<br />
Tuttavia, ritengo anche che &#8211; in questa società sempre più aliena al dolore e allergica ad ogni genere di sofferenza, tanto da cercare di sottrarsi in ogni modo all&#8217;esperienza &#8211; il sottrarsi all&#8217;esperienza piena del parto, del dolore che esso naturalmente produce, non sia in questo senso qualcosa di così &#8220;irrilevante&#8221;.<br />
Susanna</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di chiara</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1839</link>
		<dc:creator>chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 12:40:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1839</guid>
		<description>Ciao a tutte,
racconto brevemente la mia esperienza.
Prima del parto ero fermamente convinta che avrei voluto partorire con l&#039;aiuto dell&#039;epidurale, nonostante le molte pressioni contrarie (prima fra tutti della mia ginecologa..e dell&#039;ostetrica del corso pre-parto..).
Ho fatto quindi di tutto affinché ciò potesse avvenire con una ragionevole certezza (esami, documenti, ospedale apparentemente supergarantista)..ma continuavo a coltivare la preoccupazione che viste le mille resistenze della sanità italiana e delle persone che operano al suo interno che osteggiano chiaramente la cosa arei avuto difficoltà a vedere questo mio diritto garantito.
e così in effetti è stato..
durante il travaglio le ostetriche che si sono avvicendate hanno rimandato l&#039;eventualità dell&#039;anestesia epidurale, adducendo la giustificazione medica che non era ancora giunto il momento giusto, e nonostate il fatto che io fossi &quot;raccomandata&quot; dal primario del reparto (padre di una mia cara amica) che aveva invitato loro a venire incontro ai miei desideri.
secondo &quot;loro&quot; poi era dunque troppo tardi..
ma la mia testardaggine (unita sicuramente al fatto che fossi una paziente protetta) hanno fatto sì che io mi impuntassi nonostante il parere contrario dell&#039;ostertrica e dell&#039;anestesista che cercava di convincermi che ormai era inutile..
e così in effeti è stato: iniezione palliativa..credo, che non ha ridotto in misura se non infinitesimale il mio dolore..giusto per darmi il contentino.
insomma, esperienza all&#039;italiana..deludente come temevo che potesse essere..
aggiungo che, per una nuova gravidanza, molto probabilmente rinuncerei a priori all&#039;epidurale..forte dell&#039;esperienza vissuta, e più consapevole oggi della naturalità del parto.
ma credo che sia inaccettable che il diritto di scelta delle donne nel nostro paese sia quotidianamete calpestato.
per questo ho firmato il vostro appello con sincera convinzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutte,<br />
racconto brevemente la mia esperienza.<br />
Prima del parto ero fermamente convinta che avrei voluto partorire con l&#8217;aiuto dell&#8217;epidurale, nonostante le molte pressioni contrarie (prima fra tutti della mia ginecologa..e dell&#8217;ostetrica del corso pre-parto..).<br />
Ho fatto quindi di tutto affinché ciò potesse avvenire con una ragionevole certezza (esami, documenti, ospedale apparentemente supergarantista)..ma continuavo a coltivare la preoccupazione che viste le mille resistenze della sanità italiana e delle persone che operano al suo interno che osteggiano chiaramente la cosa arei avuto difficoltà a vedere questo mio diritto garantito.<br />
e così in effetti è stato..<br />
durante il travaglio le ostetriche che si sono avvicendate hanno rimandato l&#8217;eventualità dell&#8217;anestesia epidurale, adducendo la giustificazione medica che non era ancora giunto il momento giusto, e nonostate il fatto che io fossi &#8220;raccomandata&#8221; dal primario del reparto (padre di una mia cara amica) che aveva invitato loro a venire incontro ai miei desideri.<br />
secondo &#8220;loro&#8221; poi era dunque troppo tardi..<br />
ma la mia testardaggine (unita sicuramente al fatto che fossi una paziente protetta) hanno fatto sì che io mi impuntassi nonostante il parere contrario dell&#8217;ostertrica e dell&#8217;anestesista che cercava di convincermi che ormai era inutile..<br />
e così in effeti è stato: iniezione palliativa..credo, che non ha ridotto in misura se non infinitesimale il mio dolore..giusto per darmi il contentino.<br />
insomma, esperienza all&#8217;italiana..deludente come temevo che potesse essere..<br />
aggiungo che, per una nuova gravidanza, molto probabilmente rinuncerei a priori all&#8217;epidurale..forte dell&#8217;esperienza vissuta, e più consapevole oggi della naturalità del parto.<br />
ma credo che sia inaccettable che il diritto di scelta delle donne nel nostro paese sia quotidianamete calpestato.<br />
per questo ho firmato il vostro appello con sincera convinzione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Silvia</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1797</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:05:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1797</guid>
		<description>Che bello questo commento &quot;ao vivo&quot;!!! Ti sei spiegata benissimo. Grazie! Sarebbe bello avere altre testimonianze come la tua: noi che non abbiamo partorito possiamo avere tante teorie, ma ci manca la pratica! Da antropologa mi viene da dire che il parto e&#039; sempre un fatto sociale e culturale, comunque avvenga, a qualunque latitudine e in qualunque epoca. Siamo esseri umani, e in quanto tali non possiamo evitare di dare determinati significati e di mediare questo evento fondamentale adottando determinate tecniche e rituali. E sempre in quanto esseri umani abbiamo paura del dolore. Oltre alla paura e al dolore, temi sui quali potremmo provare a confrontarci, altre parole chiave nel tuo commento sono: dominio (totale)/maschile/intimita&#039;/liberta&#039;. Spero che riusciremo ad andare avanti e a riflettere sul loro significato attraverso l&#039;esperienza di altre mamme....Avanti, mamme, non siate timide!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello questo commento &#8220;ao vivo&#8221;!!! Ti sei spiegata benissimo. Grazie! Sarebbe bello avere altre testimonianze come la tua: noi che non abbiamo partorito possiamo avere tante teorie, ma ci manca la pratica! Da antropologa mi viene da dire che il parto e&#8217; sempre un fatto sociale e culturale, comunque avvenga, a qualunque latitudine e in qualunque epoca. Siamo esseri umani, e in quanto tali non possiamo evitare di dare determinati significati e di mediare questo evento fondamentale adottando determinate tecniche e rituali. E sempre in quanto esseri umani abbiamo paura del dolore. Oltre alla paura e al dolore, temi sui quali potremmo provare a confrontarci, altre parole chiave nel tuo commento sono: dominio (totale)/maschile/intimita&#8217;/liberta&#8217;. Spero che riusciremo ad andare avanti e a riflettere sul loro significato attraverso l&#8217;esperienza di altre mamme&#8230;.Avanti, mamme, non siate timide!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Manuela</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1790</link>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:58:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1790</guid>
		<description>Ciao! Interessante la questione. Io dico subito che &quot;epidurale garantita Sì&quot;. Ma vorrei esplicitare delle ambivalenze su questo. Ogni parto è diverso dall&#039;altro, non ce ne sono due uguali al mondo. Sentendo storie di donne che hanno avuto travagli lunghissimi, di ore e ore, a volte giorni, e a volte molto dolorosi, penso che un&#039;anestesia sia il minimo per aiutare la partoriente ad andare in fondo all&#039;avventura, a riprendersi un po&#039;, a non arrivare STRAVOLTA alla fine. Su questo non ci sono dubbi. 
D&#039;altro canto non sono molto convinta del fatto che questo non abbia effetti sulla donna e soprattutto sull&#039;andamento del travaglio e del parto. Non è più un parto naturale, per come la vedo io. Interviene la chimica, che, come ho detto sopra, non condanno assolutamente. Però, appunto, interviene. Se va bene, interviene bene.. ti lasciano camminare, ecc. Ma altrimenti no. Potrebbe impedirti di muoverti, oppure di alzarti subito dopo il parto se te ne viene voglia (un&#039;amica è stata a letto una settimana a smaltire l&#039;epidurale, non poteva stare in posizione eretta chè le girava la testa.. Niente di grave, per carità, ma un&#039;altra invece ha avuto insensibilità alle gambe per un po&#039;, e le ha preso malissimo, in un momento, poi, quello del post-parto, molto delicato...). 

In ogni caso, secondo me, l&#039;anestesia epidurale interviene in un certo equilibrio ed è giusto avere un&#039;informazione completa e chiara su questo, sugli effetti durante e dopo il parto, essere preparate. Senza allarmismi, ma anche senza miti. 

Sempre secondo me, interrompe quella comunicazione che dovrebbe/potrebbe instaurarsi tra mente e corpo, tra bimbo e mamma. Ci sono tecniche di respirazione, esercizi yoga, massaggi, ecc. (in Germania usano l&#039;agopuntura in quasi tutti gli ospedali e sembra che abbia effetti incredibilmente positivi sulla riduzione dei tempi di travaglio) che possono alleviare i dolori. Io ho partorito senza ossitocina, nè manovre, nè epidurale, ecc. (era agosto e mi avevano detto che se anche avessi chiesto l&#039;epidurale non c&#039;erano anestesisti in servizio, e quando lo sono, al San Paolo di Milano, lo sono dalle 8 alle 15, dal lun al venerdì!). Il parto in sè è andato benissimo. Me lo ricordo come un momento di grande POTENZA, come se stessi canalizzando una forza della natura, un terremoto! e io mi sentivo di avere controllo/consapevolezza di questo evento.. Ero presente e consapevole, seppur, ammetto, sorpresa della intensità del dolore non avendo mai avuto esperienze particolari di dolore. Avevo come &quot;arma&quot; un periodo di preparazione svolto con delle ostetriche (Lunanuova) che non finirò mai di lodare per il lavoro fatto. Mi hanno resa consapevole di CHE COSA è IL PARTO. Che cosa avviene, come, perchè, quali ormoni entrano in azione, quali altre sostanze il nostro corpo produce, che cosa si sente, quali sostanze produce invece il bimbo/a e perchè.. 
Durante il corso di preparazione, abbiamo fatto esercizi di respirazione, di &quot;gestione&quot; del dolore.. abbiamo preso coscienza di come ci poniamo noi di fronte al dolore.
La cosa che più mi ha sconvolto durante il parto è stata un&#039;episiotomia fatta &quot;a tradimento&quot;, a parto praticamente ultimato, senza dirmi niente anche se avevo chiesto che cosa stavano per farmi. Senza anestesia l&#039;ostetrica dell&#039;ospedale mi ha piazzato lì un taglio vivo e DOLOROSISSIMO. Dal mio punto di vista resta un atto completamente GRATUITO e INVASIVO del mio corpo e di un ritmo splendido che stavo sentendo chiaramente e portando avanti per conto mio.
Questo lo dico perchè, scusate se sono stata troppo lunga, secondo me la risposta è certamente EPIDURALE gratuita e garantita per chi la desidera, per coloro a cui è necessaria, ecc. Ma non dimentichiamo che la questione vera è LIBERTà DURANTE il parto da INTERVENTI invasivi e RISPETTO DELLA PARTORIENTE a 360 gradi (se una ci mette tanto non è colpa sua, non si può iniziare a intimare un taglio cesareo dopo qualche ora di travaglio un po&#039; lento.. ). 
Sono d&#039;accordo con quello che scrive Lucia, che sarebbe importante avere più consapevolezza, che la possibilità di partorire in casa dovrebbe essere garantita e gratuita (invece non lo è più perchè?? è un&#039;eresia.. solo donne a gestire una cosa così grande è roba da streghe!?!?!!). Non credo però che sia una questione di &quot;saper accettare la fatica e il dolore&quot;, passivamente, dico che è una questione di strumenti, di diritto ad acquisire gli strumenti per gestire il dolore, per acquisire consapevolezza del proprio corpo durante la gravidanza e il parto, in modo naturale SE POSSIBILE. 

Scusate se sono stata lunga.

Ciao,
Manuela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Interessante la questione. Io dico subito che &#8220;epidurale garantita Sì&#8221;. Ma vorrei esplicitare delle ambivalenze su questo. Ogni parto è diverso dall&#8217;altro, non ce ne sono due uguali al mondo. Sentendo storie di donne che hanno avuto travagli lunghissimi, di ore e ore, a volte giorni, e a volte molto dolorosi, penso che un&#8217;anestesia sia il minimo per aiutare la partoriente ad andare in fondo all&#8217;avventura, a riprendersi un po&#8217;, a non arrivare STRAVOLTA alla fine. Su questo non ci sono dubbi.<br />
D&#8217;altro canto non sono molto convinta del fatto che questo non abbia effetti sulla donna e soprattutto sull&#8217;andamento del travaglio e del parto. Non è più un parto naturale, per come la vedo io. Interviene la chimica, che, come ho detto sopra, non condanno assolutamente. Però, appunto, interviene. Se va bene, interviene bene.. ti lasciano camminare, ecc. Ma altrimenti no. Potrebbe impedirti di muoverti, oppure di alzarti subito dopo il parto se te ne viene voglia (un&#8217;amica è stata a letto una settimana a smaltire l&#8217;epidurale, non poteva stare in posizione eretta chè le girava la testa.. Niente di grave, per carità, ma un&#8217;altra invece ha avuto insensibilità alle gambe per un po&#8217;, e le ha preso malissimo, in un momento, poi, quello del post-parto, molto delicato&#8230;). </p>
<p>In ogni caso, secondo me, l&#8217;anestesia epidurale interviene in un certo equilibrio ed è giusto avere un&#8217;informazione completa e chiara su questo, sugli effetti durante e dopo il parto, essere preparate. Senza allarmismi, ma anche senza miti. </p>
<p>Sempre secondo me, interrompe quella comunicazione che dovrebbe/potrebbe instaurarsi tra mente e corpo, tra bimbo e mamma. Ci sono tecniche di respirazione, esercizi yoga, massaggi, ecc. (in Germania usano l&#8217;agopuntura in quasi tutti gli ospedali e sembra che abbia effetti incredibilmente positivi sulla riduzione dei tempi di travaglio) che possono alleviare i dolori. Io ho partorito senza ossitocina, nè manovre, nè epidurale, ecc. (era agosto e mi avevano detto che se anche avessi chiesto l&#8217;epidurale non c&#8217;erano anestesisti in servizio, e quando lo sono, al San Paolo di Milano, lo sono dalle 8 alle 15, dal lun al venerdì!). Il parto in sè è andato benissimo. Me lo ricordo come un momento di grande POTENZA, come se stessi canalizzando una forza della natura, un terremoto! e io mi sentivo di avere controllo/consapevolezza di questo evento.. Ero presente e consapevole, seppur, ammetto, sorpresa della intensità del dolore non avendo mai avuto esperienze particolari di dolore. Avevo come &#8220;arma&#8221; un periodo di preparazione svolto con delle ostetriche (Lunanuova) che non finirò mai di lodare per il lavoro fatto. Mi hanno resa consapevole di CHE COSA è IL PARTO. Che cosa avviene, come, perchè, quali ormoni entrano in azione, quali altre sostanze il nostro corpo produce, che cosa si sente, quali sostanze produce invece il bimbo/a e perchè..<br />
Durante il corso di preparazione, abbiamo fatto esercizi di respirazione, di &#8220;gestione&#8221; del dolore.. abbiamo preso coscienza di come ci poniamo noi di fronte al dolore.<br />
La cosa che più mi ha sconvolto durante il parto è stata un&#8217;episiotomia fatta &#8220;a tradimento&#8221;, a parto praticamente ultimato, senza dirmi niente anche se avevo chiesto che cosa stavano per farmi. Senza anestesia l&#8217;ostetrica dell&#8217;ospedale mi ha piazzato lì un taglio vivo e DOLOROSISSIMO. Dal mio punto di vista resta un atto completamente GRATUITO e INVASIVO del mio corpo e di un ritmo splendido che stavo sentendo chiaramente e portando avanti per conto mio.<br />
Questo lo dico perchè, scusate se sono stata troppo lunga, secondo me la risposta è certamente EPIDURALE gratuita e garantita per chi la desidera, per coloro a cui è necessaria, ecc. Ma non dimentichiamo che la questione vera è LIBERTà DURANTE il parto da INTERVENTI invasivi e RISPETTO DELLA PARTORIENTE a 360 gradi (se una ci mette tanto non è colpa sua, non si può iniziare a intimare un taglio cesareo dopo qualche ora di travaglio un po&#8217; lento.. ).<br />
Sono d&#8217;accordo con quello che scrive Lucia, che sarebbe importante avere più consapevolezza, che la possibilità di partorire in casa dovrebbe essere garantita e gratuita (invece non lo è più perchè?? è un&#8217;eresia.. solo donne a gestire una cosa così grande è roba da streghe!?!?!!). Non credo però che sia una questione di &#8220;saper accettare la fatica e il dolore&#8221;, passivamente, dico che è una questione di strumenti, di diritto ad acquisire gli strumenti per gestire il dolore, per acquisire consapevolezza del proprio corpo durante la gravidanza e il parto, in modo naturale SE POSSIBILE. </p>
<p>Scusate se sono stata lunga.</p>
<p>Ciao,<br />
Manuela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di lia lombardi</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1789</link>
		<dc:creator>lia lombardi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:34:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1789</guid>
		<description>Care tutte
di questa petizione sono d&#039;accordo solo sulla scelta delle donne che nei nostri ospedali non è mai garantita: così come accade che venga rifiutata l&#039;epidurale a chi la richiede, essa può essere &quot;imposta&quot; a chi non la richiede. Non sono d&#039;accordo con questa petizione perché:
1. questa petizione non dice cose esatte: non è vero che l&#039;analgesia permette di avere/fare un parto &quot;naturale&quot; (e sul termine sarebbe da aprire un capitolo che qui non ho tempo e spazio di aprire), inoltre i medici e gli operatori si permettono interventi e manovre inutili ed invasive sul corpo della donna &quot;analgesizzata&quot; perché &quot;tanto non sente niente&quot;. Ho fatto osservazione nelle sale parto e l&#039;intervento degli operatori sui corpi delle donne analgesizzate mi ha molto spaventata tanto che ho trovato meno &quot;cruento&quot; un taglio cesareo. Con questo non dico che accade così dappertutto;
2. Non è vero che non ci sono rischi e controindicazioni e la letteratura è piena di riferimenti; 
3. la paura delle donne non va sostenuta ma va decodificata attraverso incontri, accompagnamenti e percorsi adeguati; 
4. regalare il travaglio alla medicina significa ancora una volta espropriarsi del proprio sapere e delle proprie capacità di gestire il corpo e la nascita; 
5. teniamo conto che sono i nostri operatori e le nostre strutture che alimentano la paura delle donne. Gli ultimi decenni sono stati improntati a questo, anche attraverso immagini false (video, film, media, fiction, riviste, ecc.) che promuovono, d&#039;altra parte, tecniche e tecnologie &quot;sofisticate&quot;;
6. un altro falso storico è quello che l&#039;analgesia diminuirebbe i cesarei. Le due variabili sono assolutamente indipendenti e non correlabili;
7. Penso, inoltre, che quando sosteniamo la bontà di una tecnologia medica di questo tipo vada considerato che alleviare il dolore del parto con un’analgesia, e promuoverla come unico modo di assistenza al quel dolore, possa significare, ancora una volta, non accompagnare le donne in questo percorso ma delegare la nascita ai tecnici e alle loro pratiche.
Non sono una sostenitrice del dolore ad ogni costo e non voglio fare dichiarazioni di principio: la mia personale esperienza mi ha fatto dire, appena partorita la prima figlia “al prossimo voglio un cesareo”, ma due anni dopo ho partorito ancora in modo fisiologico passando attraverso quel dolore per la seconda volta e gestendolo meglio della prima. Se avessi fatto un terzo figlio lo avrei partorito a casa.
Ciò che non voglio è che si dicano &quot;bugie&quot; e si facciano mistificazioni. Se vogliamo davvero sapere e potere scegliere dobbiamo sapere e essere consapevoli di tutte le poste in gioco. Questo è un percorso complesso perché richiede attenzione e riflessione da parte delle donne, degli uomini e delle operatrici e operatori. La consapevolezza è una sinergia di saperi, di riflessioni e di scelte.
Perciò, io sottoscriverei una petizione in favore dell’analgesia ma solo se riformulata in altri termini.
LL</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care tutte<br />
di questa petizione sono d&#8217;accordo solo sulla scelta delle donne che nei nostri ospedali non è mai garantita: così come accade che venga rifiutata l&#8217;epidurale a chi la richiede, essa può essere &#8220;imposta&#8221; a chi non la richiede. Non sono d&#8217;accordo con questa petizione perché:<br />
1. questa petizione non dice cose esatte: non è vero che l&#8217;analgesia permette di avere/fare un parto &#8220;naturale&#8221; (e sul termine sarebbe da aprire un capitolo che qui non ho tempo e spazio di aprire), inoltre i medici e gli operatori si permettono interventi e manovre inutili ed invasive sul corpo della donna &#8220;analgesizzata&#8221; perché &#8220;tanto non sente niente&#8221;. Ho fatto osservazione nelle sale parto e l&#8217;intervento degli operatori sui corpi delle donne analgesizzate mi ha molto spaventata tanto che ho trovato meno &#8220;cruento&#8221; un taglio cesareo. Con questo non dico che accade così dappertutto;<br />
2. Non è vero che non ci sono rischi e controindicazioni e la letteratura è piena di riferimenti;<br />
3. la paura delle donne non va sostenuta ma va decodificata attraverso incontri, accompagnamenti e percorsi adeguati;<br />
4. regalare il travaglio alla medicina significa ancora una volta espropriarsi del proprio sapere e delle proprie capacità di gestire il corpo e la nascita;<br />
5. teniamo conto che sono i nostri operatori e le nostre strutture che alimentano la paura delle donne. Gli ultimi decenni sono stati improntati a questo, anche attraverso immagini false (video, film, media, fiction, riviste, ecc.) che promuovono, d&#8217;altra parte, tecniche e tecnologie &#8220;sofisticate&#8221;;<br />
6. un altro falso storico è quello che l&#8217;analgesia diminuirebbe i cesarei. Le due variabili sono assolutamente indipendenti e non correlabili;<br />
7. Penso, inoltre, che quando sosteniamo la bontà di una tecnologia medica di questo tipo vada considerato che alleviare il dolore del parto con un’analgesia, e promuoverla come unico modo di assistenza al quel dolore, possa significare, ancora una volta, non accompagnare le donne in questo percorso ma delegare la nascita ai tecnici e alle loro pratiche.<br />
Non sono una sostenitrice del dolore ad ogni costo e non voglio fare dichiarazioni di principio: la mia personale esperienza mi ha fatto dire, appena partorita la prima figlia “al prossimo voglio un cesareo”, ma due anni dopo ho partorito ancora in modo fisiologico passando attraverso quel dolore per la seconda volta e gestendolo meglio della prima. Se avessi fatto un terzo figlio lo avrei partorito a casa.<br />
Ciò che non voglio è che si dicano &#8220;bugie&#8221; e si facciano mistificazioni. Se vogliamo davvero sapere e potere scegliere dobbiamo sapere e essere consapevoli di tutte le poste in gioco. Questo è un percorso complesso perché richiede attenzione e riflessione da parte delle donne, degli uomini e delle operatrici e operatori. La consapevolezza è una sinergia di saperi, di riflessioni e di scelte.<br />
Perciò, io sottoscriverei una petizione in favore dell’analgesia ma solo se riformulata in altri termini.<br />
LL</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Elisabetta</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1786</link>
		<dc:creator>Elisabetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 15:14:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1786</guid>
		<description>Intervengo anch&#039;io come mamma che ha partorito senza l&#039;epidurale. 
Prima di affrontare questa scelta se ne sono anche per me profilate delle altre: tipo parto in casa, parto senza violenza etc..per poi ritrovarci, io e il mio compagno, nell&#039;ospedale pubblico dato che abbiamo deciso di raccogliere le staminali.
L&#039;idea dell&#039;epidurale l&#039;ho accantonata per 3 motivi (non so se realmente  fondati): il primo perchè volevo avere piena coscienza e padronanza del mio corpo in un momento tanto importante - l&#039;idea di dipendere dai medici mi spaventava e mi spaventa ancor più del parto !-; il secondo è che mi hanno detto che in Italia non sanno fare l&#039;epidurale(!!!) e a volte ci sono state complicanza per ignezioni fatte male; terzo che ti fanno le ignezioni (perchè spesso di più di una si tratta) in prossimità della fase espulsiva quando cioè si è ad un passo dal termine del dolore. 
Perchè il dolore con l&#039;espulsione, di colpo finisce. A protrarlo sono le manovre delle ostetriche che &quot;strizzano&quot; l&#039;utero e gli evventuali punti (fortunatamente ne ho avuti solo 2 ma perchè da prima di entrare in sala parto continuavo ad insistere che assolutamente non volevo l&#039;episiectomia, e così è stato). La placenta è uscita da sola e anche il mio ginecologo ha usato le braccia poichè -sebbene le 12 ore passate respirando a fondo in una calma poco frequente per la circostanza- non ho avuto doglie da spinta. Indi la posizione semi sdraiata per me era la meno indicata. Ad un certo punto mi han proposto l&#039;ossitocina ed ho accettato: dopo 10 min la piccola era nata. La cosa più allucinante è stato vedere come la sala parto si trasformasse a poco a poco in un set cinematografico con tanto di luci sparate negli occhi e gente che semplicemente passava di lì per caso inserendosi nelle conversazioni più assurde! Inaccettabile!
Direi che il parto è un momento da analizzare e rivedere insieme nel suo complesso rendendolo più vicino alle reali esigenti della madre e del nascituro/a. 
Per me la respirazione e la concentrazione sono state fondamentali: c&#039;è da dire però che questi aspetti sono per me oggetto di approfondimento da più di 6 anni daol momento che studio e insegno yoga. Nel periodo della gestazione ho quindi praticato delle tecniche specifiche che potessero &quot;aiutarmi&quot;.
Ciò non toglie che la percezione del dolore sia un&#039;aspetto del tutto personale, come pure i timori e le paure connesse al parto. Preparare le donne ad affrontare questo momento in maniera globale non è qualcosa di scontato, ma non è neppure impossibile. Nei corsi pre parto dovrebbero ad esempio andare oltre la sola medicalizzazione di questo evento straordinario e traumatico insieme.
Insomma anche in questo caso bisognerebbe riconoscere la complessità e non fermarsi alla dicotomia tra medicalizzazione radicalismo naturalista.
Ogni donna e di più ogni parto è una storia a sé e necessita di specifici interventi.
Betta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo anch&#8217;io come mamma che ha partorito senza l&#8217;epidurale.<br />
Prima di affrontare questa scelta se ne sono anche per me profilate delle altre: tipo parto in casa, parto senza violenza etc..per poi ritrovarci, io e il mio compagno, nell&#8217;ospedale pubblico dato che abbiamo deciso di raccogliere le staminali.<br />
L&#8217;idea dell&#8217;epidurale l&#8217;ho accantonata per 3 motivi (non so se realmente  fondati): il primo perchè volevo avere piena coscienza e padronanza del mio corpo in un momento tanto importante &#8211; l&#8217;idea di dipendere dai medici mi spaventava e mi spaventa ancor più del parto !-; il secondo è che mi hanno detto che in Italia non sanno fare l&#8217;epidurale(!!!) e a volte ci sono state complicanza per ignezioni fatte male; terzo che ti fanno le ignezioni (perchè spesso di più di una si tratta) in prossimità della fase espulsiva quando cioè si è ad un passo dal termine del dolore.<br />
Perchè il dolore con l&#8217;espulsione, di colpo finisce. A protrarlo sono le manovre delle ostetriche che &#8220;strizzano&#8221; l&#8217;utero e gli evventuali punti (fortunatamente ne ho avuti solo 2 ma perchè da prima di entrare in sala parto continuavo ad insistere che assolutamente non volevo l&#8217;episiectomia, e così è stato). La placenta è uscita da sola e anche il mio ginecologo ha usato le braccia poichè -sebbene le 12 ore passate respirando a fondo in una calma poco frequente per la circostanza- non ho avuto doglie da spinta. Indi la posizione semi sdraiata per me era la meno indicata. Ad un certo punto mi han proposto l&#8217;ossitocina ed ho accettato: dopo 10 min la piccola era nata. La cosa più allucinante è stato vedere come la sala parto si trasformasse a poco a poco in un set cinematografico con tanto di luci sparate negli occhi e gente che semplicemente passava di lì per caso inserendosi nelle conversazioni più assurde! Inaccettabile!<br />
Direi che il parto è un momento da analizzare e rivedere insieme nel suo complesso rendendolo più vicino alle reali esigenti della madre e del nascituro/a.<br />
Per me la respirazione e la concentrazione sono state fondamentali: c&#8217;è da dire però che questi aspetti sono per me oggetto di approfondimento da più di 6 anni daol momento che studio e insegno yoga. Nel periodo della gestazione ho quindi praticato delle tecniche specifiche che potessero &#8220;aiutarmi&#8221;.<br />
Ciò non toglie che la percezione del dolore sia un&#8217;aspetto del tutto personale, come pure i timori e le paure connesse al parto. Preparare le donne ad affrontare questo momento in maniera globale non è qualcosa di scontato, ma non è neppure impossibile. Nei corsi pre parto dovrebbero ad esempio andare oltre la sola medicalizzazione di questo evento straordinario e traumatico insieme.<br />
Insomma anche in questo caso bisognerebbe riconoscere la complessità e non fermarsi alla dicotomia tra medicalizzazione radicalismo naturalista.<br />
Ogni donna e di più ogni parto è una storia a sé e necessita di specifici interventi.<br />
Betta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Lucia</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1781</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:36:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1781</guid>
		<description>Ciao ragazze, io ho partorito senza epidurale, perchè nell&#039;ospedale dove è nata la mia nana non la facevano. Non sono certa di avere una posizione chiara sulla cosa, ma mi ha sempre molto stupito che donne insospettabili, come Grazia Hoenegger Fresco, l&#039;ultima allieva di M. Montessori, fossero ferocemente contrarie. La mia stupidissima riflessione è questa: la nostra società ha allontanato il parto dalla sua naturalezza, facendolo diventare una situazione per certi aspetti pazzesca e di totale dominio maschile. Noi, per riappropriarci di un parto meno terribile usiamo una tecnica medica, anzi chimica, ma nella sostanza non riusciamo (almeno in Italia) a riappropriarci della sua naturalezza. Non riusciamo ad utilizzare i meccanismi che madre natura ci ha messo a disposizione per alleviare il dolore del parto. Non riusciamo ad avere il parto in casa, come accade per esempio in Olanda. Anzi molte di noi sono terrorizzate alla sola idea. Mi chiedo: ma quanto conta in tutto ciò il fatto che non sappiamo proprio accettare la fatica e il dolore? Quanto conta che non riusciamo (io almeno) a staccare la mente ed entrare in contatto con il corpo? Non so, non avrò probabilmente altri bimbi, purtroppo, ma non vorrei l&#039;epidurale ad un secondo parto (nonostante il mio abbia visto nell&#039;ordine, rottura manuale delle acque, distacco dell&#039;ultima parte di tappo manuale, ossitocina e conseguente costrizione sul lettino, manovra col gomito del ginecologo sulla mia pancia, terrore mio che mia figlia mi sventrasse uscendo, taglio durante l&#039;espulsione, estrazione della placenta, perchè non secondavo, punti). Nel secondo parto vorrei invece avere meno paura che il suo uscire da me mi possa uccidere e più consapevolezza che ce la posso fare e che posso controllare il mio dolore. Più capacità di gestione della situazione, più intimità e libertà di movimento. Mi sono spiegata? Forse no, ma non importa.
Lu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazze, io ho partorito senza epidurale, perchè nell&#8217;ospedale dove è nata la mia nana non la facevano. Non sono certa di avere una posizione chiara sulla cosa, ma mi ha sempre molto stupito che donne insospettabili, come Grazia Hoenegger Fresco, l&#8217;ultima allieva di M. Montessori, fossero ferocemente contrarie. La mia stupidissima riflessione è questa: la nostra società ha allontanato il parto dalla sua naturalezza, facendolo diventare una situazione per certi aspetti pazzesca e di totale dominio maschile. Noi, per riappropriarci di un parto meno terribile usiamo una tecnica medica, anzi chimica, ma nella sostanza non riusciamo (almeno in Italia) a riappropriarci della sua naturalezza. Non riusciamo ad utilizzare i meccanismi che madre natura ci ha messo a disposizione per alleviare il dolore del parto. Non riusciamo ad avere il parto in casa, come accade per esempio in Olanda. Anzi molte di noi sono terrorizzate alla sola idea. Mi chiedo: ma quanto conta in tutto ciò il fatto che non sappiamo proprio accettare la fatica e il dolore? Quanto conta che non riusciamo (io almeno) a staccare la mente ed entrare in contatto con il corpo? Non so, non avrò probabilmente altri bimbi, purtroppo, ma non vorrei l&#8217;epidurale ad un secondo parto (nonostante il mio abbia visto nell&#8217;ordine, rottura manuale delle acque, distacco dell&#8217;ultima parte di tappo manuale, ossitocina e conseguente costrizione sul lettino, manovra col gomito del ginecologo sulla mia pancia, terrore mio che mia figlia mi sventrasse uscendo, taglio durante l&#8217;espulsione, estrazione della placenta, perchè non secondavo, punti). Nel secondo parto vorrei invece avere meno paura che il suo uscire da me mi possa uccidere e più consapevolezza che ce la posso fare e che posso controllare il mio dolore. Più capacità di gestione della situazione, più intimità e libertà di movimento. Mi sono spiegata? Forse no, ma non importa.<br />
Lu</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Petizione sull&#8217;epidurale di Silvia De Zordo</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-1780</link>
		<dc:creator>Silvia De Zordo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:05:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=198#comment-1780</guid>
		<description>Come Blimunde vorremmo aprire un dibattito su questo tema, chiamando a testimoniare in primo luogo donne che hanno partorito con l&#039;epidurale e non. Vorremmo sapere come hanno vissuto loro il parto e la scelta, se di scelta si e&#039; trattata, dell&#039;epidurale, e come hanno partorito con l&#039;epidurale. La nostra principale preoccupazione e&#039; infatti la salute delle donne e la loro liberta&#039; di scelta informata. Crediamo infatti che gli Ospedali dovrebbero offrire un accompagnamento al parto umanizzato, migliore di quello attualmente offerto da molti Ospedali italiani, perche&#039; la qualita&#039; dell&#039;accompagnamento contribuisce, e molto, a ridurre il dolore e la sofferenza associate al parto, epidurale o non. Cosa ne pensate, mamme?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come Blimunde vorremmo aprire un dibattito su questo tema, chiamando a testimoniare in primo luogo donne che hanno partorito con l&#8217;epidurale e non. Vorremmo sapere come hanno vissuto loro il parto e la scelta, se di scelta si e&#8217; trattata, dell&#8217;epidurale, e come hanno partorito con l&#8217;epidurale. La nostra principale preoccupazione e&#8217; infatti la salute delle donne e la loro liberta&#8217; di scelta informata. Crediamo infatti che gli Ospedali dovrebbero offrire un accompagnamento al parto umanizzato, migliore di quello attualmente offerto da molti Ospedali italiani, perche&#8217; la qualita&#8217; dell&#8217;accompagnamento contribuisce, e molto, a ridurre il dolore e la sofferenza associate al parto, epidurale o non. Cosa ne pensate, mamme?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La rabbia e la giustizia di murisa</title>
		<link>http://www.blimunde.it/?p=179&#038;cpage=1#comment-1637</link>
		<dc:creator>murisa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 05:00:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blimunde.it/?p=179#comment-1637</guid>
		<description>&lt;strong&gt;murisa...&lt;/strong&gt;

 &lt;a href=&quot;http://ypygutamag.yourfreehosting.net/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;One Week Marketing with PotPieGirl - How I Make Mo...&lt;/a&gt; ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>murisa&#8230;</strong></p>
<p> <a href="http://ypygutamag.yourfreehosting.net/" rel="nofollow">One Week Marketing with PotPieGirl &#8211; How I Make Mo&#8230;</a> &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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